Mi chiamo Silva Soave e sono la titolare dell'associazione. Inizierò parlandovi di Chico, Blanca e Chicca: sono i cani che più ho amato e che non dimenticherò mai. Tre cani che sono spariti dalla mia vita per mano di alcuni vicini di casa che si sentivano “molestati”. A loro dava fastidio il loro abbaiare, ed una sera, tornando a casa, non li ho più trovati. Li ho cercati per mesi disperatamente ed è così che sono entrata nel vortice dei canili e degli abbandoni.
Il 30 agosto 1985 entravo nel canile di Verona alla ricerca dei miei cani e scoprivo che venivano uccisi duemila cani all’anno. La soppressione veniva fatta con il Gardenal, un farmaco che impiegava anche quattro ore a far morire un cane. Provai una profonda disperazione e decisi che avrei dovuto far qualcosa...
Forse il dolore per la perdita dei miei cani è servito a farmi arrivare là perché dovevo salvarne tanti altri, e tuttora, ogni volta che salvo un cane, mi sembra di aiutare loro.
Nel 1990 arrivai persino ad incatenarmi al canile di Verona. Ci raggruppammo in ben quaranta persone tra amanti degli animali ed appartenenti ad associazioni animaliste e fu così che il giorno 26 aprile mi presentai davanti al canile, suonai il campanello e a sorpresa sbucammo in quaranta!
Occupammo il canile per sei mesi. Ci davamo il turno in modo che nessun cane potesse né entrare né venire soppresso.
Nascque poi l’associazione S. Francesco per la tutela degli animali. Il rifugio è stato creato nel 1991 e ad oggi ospita 186 cani. Invitiamo tutti ad entrare nei rifugi a fare volontariato e a rendersi conto che non si è mai stati amati da nessuno come si è stati amati dal proprio cane (a lui non interessa se sei bello, se sei ricco , brutto o povero).

